Liceo Classico Q. Orazio Flacco
Località: Via Daniele Manin, 72
Contatti: Tel.fax: 48.12.51

Monumento adottato
Itinerario della Casa Romana ad Ercolano: La Casa di Nettuno e Anfitrite, La Casa del Tramezzo, La Casa d'Argo, La Casa a Gratic
Studenti
802
Studenti coinvolti dall'inizio del progetto
23
Insegnanti
70
Insegnanti coinvolti dall'inizio del progetto
1
Ambiti e/o materie inclusi nel progetto
Storia dell'arte
Liceo Classico Q. Orazio Flacco

Motivo dell'adozione

Abbiamo scelto di occuparci dell’antica Ercolano prima di tutto perché, frequentando un corso di studi a indirizo classico, siamo particolarmente sensibili a tutto quanto parli dell’Antichità; inoltre la nostra città di Portici sorge su quella che all’epoca fu il territorio di Ercolano, punteggiato di ville. Perciò Ercolano antica in qualche modo ci appartiene.

Descrizione del Monumento

Dionigi di Alicarnasso attribuisce la fondazione di Ercolano ad Eracle di ritorno dall’Iberia, mentre Strabone riferisce che la città fu dapprima in mano agli Opici-Osci, poi agli Etruschi e ai Pelasgi e infine ai Sanniti. Al pari di Pompeii e di Stabiae, anche Ercolano dovette rientrare nell’orbita della confederazione nucerina.Ribellatasi a Roma durante la guerra sociale, venne assalita e conquistata nell’89 a. C. dal legato di L. Cornelio Sulla, e fu di seguito interessata dal processo di municipalizzazione che investì tutta l’Italia centro-meridionale. La città, provvista di mura modeste, fu costruita su un pianoro vulcanico a strapiombo e ai piedi del Vesuvio, limitato sul lato orientale e su quello ocidentale da due torrenti. Due insenature fluviali costituivano approdi naturali e sicuri. Una pianificazione dell’impianto urbano si ebbe nella prima metà del IV secolo a.C.; successivamente il profondo rinnovamento edilizio interessò la città nell’età dell’imperatore Augusto. Ercolano fu colpita da un rovinoso terremoto nel 62 d. C. Le dimensioni della città erano piuttosto modeste. È stato ipotizzato che la superficie complessiva racchiusa dalle mura fosse di circa 20 ettari, per una popolazione di circa 4000 abitanti, visibili a cielo aperto sono solo 4,5 ettari.La casa ercolanese si presenta più libera e più avviata verso l’adozione di nuove forme che si discostano da quelle rinvenute a Pompei: Case del ceto mercantile, ad esempio la Casa di Nettuno e Anfitrite, il cui nome deriva dal mosaico parietale in pasta vitrea raffigurante le due divinità; esso decora il triclino estivo, mentre la parete nord è occupata da un ninfeo anch’esso rivestito in pasta vitrea. Annessa alla casa c’è una bella bottega che è miracolosamente conservata. Probabilmente il proprietario della casa e della bottega, a giudicare dalla grandiosità e dalla finezza dei dipinti, doveva essere un ricco mercante amante dell’arte e della bellezza.

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