Alessandro Poerio
Località: Via Settembrini 84
Contatti: tel. 081 44.95.81 (anche fax)

Monumento adottato
Complesso Conventuale di Donnaregina Vecchia (sede originaria della scuola)
Studenti
300
Studenti coinvolti dall'inizio del progetto
70
Insegnanti
30
Insegnanti coinvolti dall'inizio del progetto
8
Ambiti e/o materie inclusi nel progetto
tutte
Alessandro Poerio

Motivo dell'adozione

La scelta di adottare l’edificio di via Settembrini 84, è stata finalizzata al recupero, alla riappropriazione, al ripristino delle attività didattiche, alla sua utilizzazione come centro di aggregazione sociale per i quartiere, nonché alla salvaguardia e alla valorizzazione di tutto ciò che di artistico in esso è racchiuso. È dal 23 novembre 1980 che questo edificio, che è il cuore del quartiere San Lorenzo e che ha costituito il centro di aggregazione socio-culturale di esso, ci è negato.Per 14 anni si sono susseguiti tentativi e iniziative di formazione di gruppi che hanno cercato di districare la matassa burocratica costruitavi intorno. Nell’aprile del 1994, finalmente, ad opera di un gruppo di docenti e di genitori, si è giunti alla costituzione del comitato ‘Poerio 84’ il cui obiettivo è e resta, la riappropriazione dell’edificio di Via Settembrini 84. Finalmente il giorno 8 maggio 1997 il traguardo è stato raggiunto: dall’anno scolastico 1997-98 le attività didattiche sono infatti riprese nella sede originaria.

Descrizione del Monumento

L’edificio di via Settembrini 84 fa parte dell’antico complesso conventuale di Donnaregina Vecchia, uno dei più suggestivi esempi di architettura trecentesca napoletana. La fondazione del complesso risalirebbe al VI o anche al V secolo, ma certamente esisteva nell’VIII secolo poiché il Duca bizantino di Napoli, Giovanni vi fece entrare come monaca la figlia Anastasia. In una pergamena del 780 d.C. si attesta che presso le mura della città esistevano delle monache Basiliane col nome di San Pietro del Monte di Donnaregina. Nel 1269 Carlo I d’Angiò trasformò il monastero in una prigione per gli Svevi. Le suore continuarono a vivere nell’antico monastero fino al 1293, anno del terremoto in cui la chiesa e il chiostro furono danneggiati gravemente. Nel 1298 la regina d’Ungheria fece restaurare il monastero e ricostruire la chiesa dalle fondamenta, una tra le più pregiate costruzioni medioevali napoletane. Nel 1390 un fulmine incendiò il tetto della chiesa e in seguito la chiesa fu colpita da vari terremoti; nel 1586 fu riparato il chiostro e costruito il refettorio. Nel Settecento la chiesa vecchia diventò zona di clausura e fu ristrutturata su due livelli: quello inferiore fu diviso in piccoli ambienti, quello superiore divenne Sala Capitolare. Nel 1860 il monastero di Donnaregina fu soppresso e le monache si rifugiarono nei conventi di Santa Chiara e Donnalbina. Due anni dopo la zona di clausura fu riaperta al pubblico e la chiesa vecchia fu ceduta al Comune di Napoli e fu utilizzata come: Caserma di guardie municipali, scuola Froebeliana, alloggio per i poveri, Corte d’Assise, sede dell’Accademia Pontaniana e nel 1969 sede della scuola di specializzazione in restauro dei Monumenti dell’Università degli Studi di Napoli. La parte angolare del Complesso conventuale di Donnaregina (tra via L. settembrini e vicoletto Donnaregina) appartiene oggi alla scuola elementare statale A. Poerio.

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