S.M.S. P. Borsellino - PRIMA ADOZIONE
Località: Via Domenico Fontana, 136
Contatti: tel. 081 553.94.67
E-mail: namm60500a@istruzione.it

Monumento adottato
Complesso Monumentale di Sant'Eligio al Mercato
Studenti
940
Studenti coinvolti dall'inizio del progetto
45
Insegnanti
50
Insegnanti coinvolti dall'inizio del progetto
20
Ambiti e/o materie inclusi nel progetto
Letterario, storico, storico-artistico, tecnico, plurilinguistico
S.M.S. P. Borsellino - PRIMA ADOZIONE

Motivo dell'adozione

Abbiamo scelto di adottare la chiesa di Sant’Eligio per conoscere l’ambiente in cui viviamo, in modo da apprezzarlo e rispettarlo, per scoprire un mondo che avevamo intorno e che prima “non vedevamo”.

Descrizione del Monumento

L’Arco di Sant’Eligio, detto anche dell’Orologio, sorge nella storica piazza Mercato, teatro di vicende tragiche della storia della città, come la decapitazione di Corradino di Svevia, la rivolta di Masaniello e le esecuzioni dei martiri della Repubblica Partenopea. Nella stessa piazza prospettano la basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore, la chiesa di Santa Croce, due fontane-obelischi e il complesso di Sant’Eligio. Il Boccaccio vi ambientò la novella di Andreuccio da Perugia. La chiesa, il piùantico modello di architettura gotico-angioina, fu edificata nel 1270 su un terreno donato dal re Carlo I d’Angiò, dopo l’uccisione di Corradino, per ingraziarsi la benevolenza dei sudditi. Adiacente alla chiesa è l’Arco dell’Orologio (risalente al XVI secolo, ma modificato nell’Ottocento) che, attraverso un cavalcavia, collega la chiesa ai vicini edifici (originariamente congiungeva due ali dell’ospedale di Sant’Eligio). L’arco è a due piani: nel primo è l’orologio, nel secondo una finestrina con stemmi aragonesi. Anche dal lato opposto, quello che guarda la piazza detta di Marianna a Capa e’ Napule (da un busto d’epoca romana attualmente custodito in Palazzo San Giacomo), c’è la stessa disposizione. Agli angoli dell’orologio, due antiche testine in marmo. Quelle che guardano piazza Mercato – una virile e barbuta, l’altra femminile – sono legate ad una leggenda riportata nella Historia di Napoli del Summonte, sotto il titolo Giustizia esemplare. Vi si racconta del gentiluomo napoletano Antonello Caracciolo, decapitato in piazza Mercato per aver usato violenza a Costanza del Pizzo. L’arco è stato eternato in tutta la pittura dell’Ottocento. Celebre il dipinto di Vincenzo Migliaro. L’orologio ha ripreso a funzionare l’8 maggio 1993, in occasione della manifestazione Monumenti Porte Aperte, grazie all’impegno dell’Associazione Culturale Nea Ghenesis e della comunità parrocchiale di Sant’Eligio Maggiore. Era fermo da cinquant’anni, ovvero dal 28 marzo 1943, data in cui fu devastato da alcuni spezzoni incendiari provenienti dalla nave Caterina Costa, saltata in aria nel porto.

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