Fondazione Napoli Novantanove
 
 
Medie

I.C. "di Via Commerciale"

Località  Via Sant'Anastasio, 15 Trieste (TS)
040631141
e-mail
tsic805005@istruzione.it 

 
Monumento adottato Teatro Romano di Trieste
Studenti
Studenti coinvolti dall'inizio del progetto 425
Insegnanti
Insegnanti coinvolti dall'inizio del progetto 36
Ambiti e/o materie inclusi nel progetto Italiano / Storia / Arte e immagine / Tecnologia /Matematica /Inglese /Tedesco /Spagnolo / Francese/Scienze motorie.
 

Motivo dell'adozione

La scelta del teatro romano è stata determinata da due motivi: da un lato la volontà di destinare nuovamente questo spazio alla sua funzione originaria, dall'altro quella di riscoprire, per poi restituire alla cittadinanza, uno dei monumenti più antichi e significativi di Trieste ed il quartiere, in cui esso era inserito.  La stratificazione urbana, che caratterizza le storiche contrade di Rena e Riborgo, è una delle più ricche e complesse di Trieste e ben si presta ad una serie di attività multidisciplinari.

Descrizione del Monumento

Il TEATRO è uno degli edifici meglio conosciuti della Trieste romana (Tergeste). È collocato ai piedi del colle di San Giusto, dove ha avuto sede l'abitato di epoca romana.
In età antica il teatro era prospiciente al mare e dalla riva lo separava solo una strada litoranea; oggi invece si trova relativamente lontano dalla linea di costa.
La fase meglio documentata è di età traianea, ma sembra esserci stata una fase precedente collocabile entro la prima metà del I secolo d.C.
Negli scavi di epoca fascista è stato recuperato un ciclo scultoreo, che si compone delle statue di quattro divinità (Asclepio, Igea, Afrodite, Minerva), di due statue virili nude, della statua di un fanciullo con mantello e di quella di un satiro. Un busto con ritratto di personaggio loricato potrebbe forse essere riferito a Quinto Petronio Modesto, che ha curato l'intervento di età traianea.
In età medievale e moderna l'edificio è stato inglobato in una serie di costruzioni adibite ad uso abitativo e più tardi l'area è stata inclusa nel ghetto ebraico (chiuso alla fine del XVII secolo).
I primi sondaggi sono stati eseguiti nel 1814 dall'architetto neoclassico Pietro von Nobile, mentre la completa messa in luce della struttura si ebbe tra il 1937 e il 1938. In periodo fascista, infatti, oltre all'esigenza di risanare un quartiere ormai in degrado, ci fu la volontà di sostituire la città medievale e settecentesca (“Cittavecchia”) con un nuovo assetto urbano che valorizzasse le vestigia del periodo romano.
L'edificio misura complessivamente 43 metri di larghezza e 63,80 metri di profondità, con una capienza di circa 3500 persone. La cavea poggia in parte direttamente sulla roccia del colle di San Giusto ed in parte su sostruzioni. Il settore meno conservato comprende la scena ed il retrostante porticato, conservati solo in fondazione.
La datazione del teatro si basa sull'analisi dell'apparato decorativo, architettonico, scultoreo ed epigrafico, perché gli scavi di epoca fascista, realizzati con criteri non scientifici, erano finalizzati esclusivamente alla messa in luce delle strutture architettoniche ed al recupero di oggetti considerati “di valore”, come le sculture, unici reperti mobili conservati. A scavi ultimati, il teatro, in parte ricostruito, è stato inserito nella nuova via del Teatro Romano, sulla quale si addossavano edifici, realizzati in stile fascista, come la Casa del Fascio (oggi sede della questura di Trieste), edificata di fronte al teatro a simboleggiare “due monumenti, due epoche” uniti in una “mirabile sintesi”.